Criptovalute, il 2019 inizia con quotazioni oscillanti

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Non è come un giro sulle montagne russe, ma poco ci manca: le prime settimane del 2019 iniziano all’insegna delle oscillazioni per le criptovalute, che alternano momenti positivi di forte guadagno a crolli quasi improvvisi, producendo scetticismo e preoccupazione non solo negli investitori, ma anche negli esperti.

Le opinioni sulle criptovalute

A parlare di quadro incerto sono infatti anche alcuni dei migliori broker del panorama internazionale e analisti di spessore internazionale, noti anche a chi legge le pagine di investingoal.com, uno dei principali riferimenti italiani del settore. Ad esempio, se in uno studio presentato da Tom Lee con la sua Fundstrat Global Advisors si prevede un outlook positivo su ETH, con un target price a 1.900 dollari entro la fine del 2019, altri sono molto più cauti se non pessimisti.

Per ETH un futuro di crescita

Già il noto influencer nel ramo crittografico, Joseph Raczynski (fondatore di JoeTechnologist) stima un possibile rialzo di Ethereum dalla quotazione di 120 dollari fino a 1200, ovvero un incremento di valore fino a dieci volte, ma altre opinioni sono orientati a una maggior cautela, se non addirittura a un vero e proprio scetticismo. Gli aspetti meno positivi sembrano essere molteplici, come nel recente caso delle dichiarazioni della SEC, che hanno avuto un impatto negativo sul mercato e sulle performance delle criptovalute.

I giudizi degli analisti

I rappresentanti dell’equivalente statunitense della Consob (e, dunque, è l’ente federale preposto alla vigilanza della borsa valori) hanno parlato proprio della diffusione di Bitcoin e affini, definendo “inevitabile” e “solo questione di tempo” l’arrivo del primo ETF Bitcoin negli Stati Uniti d’America. In aggiunta, però, il commissario della Securities and Exchange Commission, Robert J. Jackson, ha anche detto che bisogna prima soddisfare tutti i requisiti richiesti dall’organo garante, soprattutto i livelli di sicurezza verso i consumatori.

Ma le dichiarazioni della SEC freddano gli animi

Tra le righe, dunque, la SEC ha fatto trasparire una certa “mal disposizione” verso il mercato delle cripto, quanto meno sull’attuale mancanza di misure di protezione per gli investitori privati, e allo stesso tempo ha rivelato una scarsa propensione ad approvare qualsiasi applicazione ETF sui Bitcoin a stretto giro. Il mercato ha reagito negativamente, con un calo delle quotazioni, perché lo “stop” a quella che potrebbe essere un’ azione in stabile rialzo provoca ulteriori scossoni anche per le altre altcoin, e i tempi lunghi (legati a fluttuazioni così frequenti) potrebbero minare l’interesse degli investitori verso le criptovalute.

Un febbraio di rialzo per Bitcoin

Al momento, comunque, sembra che questo scenario sia ancora lontano, e anzi il mese di febbraio si è aperto con segnali ottimistici per le monete virtuali: lo stesso Bitcoin, dopo un mese di gennaio di “rally” chiuso sottono è tornato alla ribalta nel secondo mese dell’anno, riuscendo a recuperare terreno e posizionarsi a un livello medio di quotazione sui 3800 dollari, dopo esser stati anche sotto soglia 3600 dollari, con una capitalizzazione di mercato pari a 64 miliardi di dollari.

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