Come crearsi un business nel settore delle traduzioni online

Si parla da moltissimi anni di diavolerie tecnologiche che permetterebbero di effettuare una traduzione vocale in qualsiasi lingua. Quindi si pensa che quello delle traduzioni sia un settore destinato a scomparire. Niente di più errato.

Il settore è più vivo che mai: il mondo culturale, della comunicazione e specialmente quello dell’industria avrà sempre più bisogno di nuovi traduttori, specialmente se altamente specializzati in un settore specifico.

Andiamo ora ad esplodere le possibilità di lavoro e di business nel settore traduzioni prendendo in considerazione 3 ipotesi. Nella prima prendiamo in esame un traduttore, magari laureato da poco, che vuole crearsi un lavoro autonomo attraverso la rete internet. Nel lla seconda ipotesi prendiamo in esame una persone con una forte propensione imprenditoriale e che vuole creare una vera e propria impresa nel settore. Nella terza invece andremo a capire come possa essere strutturato un percorso di startup nel settore traduzioni.

Come crearsi un lavoro come traduttore online

Questa è una ipotesi di lavoro con un rischio imprenditoriali quasi zero. Si tratta infatti di impostare un business nel settore traduzioni utilizzando il web, mettendo a disposizione le proprie competenze. Molto importante sarà il lavoro di progettazione a tavolino degli strumenti di promozione e per la strutturazione dei servizi offerti ai clienti. In una prima fase potrete testare i servizi e capire se ci sono dei clienti interessati; questo prima di aprire una partita iva e quindi effettuare un salto con diverse spese.

E’ questa una delle cose interessanti della rete internet: avere una fase di test senza fare grossi investimenti se non la propria competenza, il proprio tempo e la costruzione di alcuni strumenti di promozione online. Riguardo a questo ultimo punto vogliamo dire che una volta costruire un sito web comportava dei costi sostanziosi. Oggi costruire un sito web e intorno strutturarci dei social ha dei costi veramente risibili. Si può partire, per delle soluzioni fai da te, da costi che vanno da 50 ai 100 euro. Vi consigliamo, attraverso i forum, di trovare un tecnico di fiducia, come supporto, che vi potrà risolvere rapidamente dei problemi nel caso si presentassero. E’ bene che ognuno faccia nel modo migliore possibile il proprio lavoro.

Per quanto riguardo la clientela vi consigliamo di rivolgervi al settore aziendale. All’inizio potete postare degli annunci su dei forum di settore, poi via via il vostro obiettivo deve essere quello di diventare il punto di riferimento, per quanto riguarda le traduzioni, di alcune aziende. Via via, un altro nostro consiglio, è quello di specializzarsi in un settore specifico, in modo da fornire servizi di alto livello e più remunerati.

Quando pensate di aver agganciato diverse aziende in modo continuativo aprite una partita iva (vi basterà una ditta individuale che è la forma più semplice e meno costosa di fare impresa) e dateci sotto. I primi lavori li potrete sempre rendicontare fiscalmente con ritenuta di acconto.

Ricordate comunque una cosa importantissima: fate seguire al contatto web, quando possibile, un incontro in modo da conoscere i vostri partner. Le “strette di mano” sul lavoro funzionano ancora.

Costruire una azienda nel settore delle traduzioni

Rispetto alla prima ipotesi, che vi consigliamo di utilizzare in partenza, questa è rivolta a chi ha un forte spirito imprenditoriale. Questa non è una cosa innata nell’uomo. Si può essere bravissimi traduttori ma pessimi venditori dei propri servizi. Un buon imprenditore è chi sa vedere più in là e che sa raccontare la sua visione di prodotto o di sevizio.

Quindi perché non creare una rete di collaboratori in modo da coprire non solo tutte le lingue principali ma anche tutte le specializzazioni? Ad esempio un traduttore di libri, un traduttore specializzato nell’industria per cataloghi o prodotti editoriali aziendali, pagine web. Insomma un’azienda che può dare dei servizi di traduzioni a tutto tondo. I collaboratori possono essere dei professionisti a loro volta con partita iva e che, con accordi scritti, vi daranno una parte delle revenue dei vari lavori. Certo la vostra struttura dovrà garantire degli standard di qualità e dei tempi di consegna dei lavori. Insomma ci dovrete mettere la vostra faccia e affrontare con professionalità tutte le varie problematiche che potranno presentarsi. Ricordate che la selezione dei collaboratori sarà importantissima.

Con la rete internet potrete lavorare con le aziende di tutto il mondo. Chiaramente dovrete prevedere degli investimenti pubblicitari per far conoscere l’azienda e i vostri servizi ma se il lavoro ingranerà non sarà certo un problema questa voce di spesa.

Per far crescere la vostra impresa non disdegnate la partecipazione ad eventi e fiere. Oltre a prendere idee nuove potrete fare networking. Magari pensare a nuovi servizi sinergici.

Costruire una startup nel settore traduzioni

Molto spesso si fa confusione sul termine start up. Che differenza c’è fra una impresa e una startup? Praticamente niente: entrambe sono due imprese. Però hanno un paio di differenze basilari: scalabilità e velocità di crescita. Dovrete cioè individuare un servizio che sia scalabile nella crescita e che questa scalabilità, magari tramite investimenti di Venture Capital, porti ad una crescita molto rapida del fatturato. L’apporto di un Venture Capital fornisce l’investimento necessario a investire pubblicitariamente per far conoscere il servizio e avere quindi un numero alto di cliente in modo rapido ed esponenziale.

E’ questa in pratica la differenza fra una impresa tradizionale, che può crescere negli anni in modo  autofinanziandosi con primi guadagni, ed una startup, che ha necessità di crescere in modo poi da ripagare gli investitori o fare una exit (vendita della startup ad un prezzo congruo). Chiaramente come non ci si improvvisa imprenditori non ci si improvvisa neanche startupper. Consigliamo di provare una startup nel settore delle traduzioni dopo aver fatto esperienze con una ditta individuale o con una impresa. Cioè dopo qualche anno di esperienza (con fatturati positivi) di impresa nel settore. Infatti gli investitori vi faranno le pulci sulla vostra capacità di generare profitti. Investiranno sull’idea solo al 5%, il resto scommetteranno su di voi e sul team che andrà a gestire la startup. Il team: altra parolina magica che dovrete imparare presto. Non presentatevi da un’investitore con la vostra idea di startup senza un team pronto a gestire il tutto. Non sareste credibili.

Un altra cosa che dovrete fare è quella di sviluppare un prototipo del servizio-startup. Gli investitori non finanziano le idee ma scommettono sul team e su un prototipo che già dimostra (magari con piccolissimi numeri) che la cosa funziona, che è scalabile.

Vi abbiamo illustrato 3 ipotesi di impresa:  dalla prima, molto leggera, all’ultima, molto più avanzata e che necessita (per avere buone probabilità di successo) di molta esperienza acquisita. Come si dice: mai fare il passo più lungo della gamba. Specialmente quando si parla di impresa.

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