Calcolo retribuzione netta dalla RAL

Anche quando si lavora da casa, specialmente se in un contratto di telelavoro e grazie a un lavoro online, si percepisce una busta paga. Si tratta di un’osservazione importante e una cosa da tenere bene a mente poiché il calcolo della retribuzione netta è un passaggio fondamentale quando stiamo decidendo se accettare o meno un contratto a distanza.

calcolare RAL
Calcolo RAL

Oggi vedremo assieme come calcolare lo stipendio netto partendo dallo stipendio lordo in busta paga, ma ciò di cui abbiamo bisogno per sapere come riuscire a calcolare lo stipendio netto è una serie di dati inerenti alle imposte ed i contributi previdenziali pagati.

Inoltre, per poter fare questo calcolo e passare dallo stipendio lordo a quello netto bisognerà conoscere anche le detrazioni fiscali ed i contributi dell’Inps. Molti lavoratori infatti, soprattutto coloro che magari si trovano alle prime armi e non sono particolarmente pratici di come si può leggere una busta paga possono trovare molto difficile il calcolo dello stipendio netto.

Infatti c’è da dire che il calcolo dello stipendio netto non è un problema che si può risolvere in pochi secondi in quanto i dati da tenere a mente per poter calcolare l’importo dello stipendio e da ricercare nella busta paga sono davvero numerosissimi! Qualora vogliate far da voi continuate nella lettura, male non farà anche per cultura personale, in caso contrario vi suggeriamo il tool di Calcolo dello stipendio netto di EspertoDelRisparmio.com che pare essere il più completo in giro per il web (oltre che completo rapido e preciso), e sarà senz’altro in grado di fornirvi un risultato soddisfacente in pochi secondi.

Qui, dunque, ci occuperemo di tutte le procedure da attuare per poter passare dal calcolo dello stipendio netto dallo stipendio lordo servendoci di un esempio grazie al quale potremo calcolare il nostro reddito annuo lordo, la natura delle ritenute applicate, a quanto ammontano, quali sono quelle che vengono trattenute in un mese o annualmente e via discorrendo.

Una breve introduzione sulla busta paga

Una busta paga è composta generalmente di quattro settori principali, ciascuno dei quali è relativo ai dati anagrafici del lavoratore ma anche del datore di lavoro, il settore dedicato al calendario delle presenze del lavoratore – dove vengono conteggiate le ore di lavoro ed assenza svolte da questo, compreso di permessi e ferie – e le sezioni relative alle somme percepite dal lavoratore e quelle trattenute a fini previdenziali e fiscali.

La sezione più rilevante da tenere in considerazione in questo articolo è però quella circa lo stipendio lordo mensile. Lo stipendio lordo mensile generalmente aumenta con eventuali rimborsi e straordinari dovuti al lavoratore.

Ma ciò che ci interessa, principalmente, è anche sapere quali sono le quote trattenute su tale stipendio lordo e che possono così portarci a calcolare il nostro stipendio netto mensile.

Innanzitutto, dobbiamo specificare che nella busta paga vi sono delle voci fisse comuni a tutti i lavoratori e queste sono

  • Scatti di anzianità: gli scatti di anzianità sono aumenti dello stipendio che vengono maturati in base all’anzianità del servizio svolto.
  • Minimo tabellare: il minimo tabellare deve essere stabilito in sede di contrattazione collettiva ed è influenzato da diversi elementi come il grado di qualifica del lavoratore ed il settore economico di appartenenza dello stesso.

Altri elementi della busta paga invece sono “facoltativi”, e dati principalmente in base a quella che è la produttività del lavoratore.

  • L’indennità: vi sono varie tipologie di indennità e vengono stabilite in base al tipo di lavoro che si svolge e se questo si trova in situazioni di pericolo o disagio. Possiamo dunque trovarci di fronte ad indennità di funzione, cassa, trasferta ecc.
  • Premi di produzione: come suggerisce il termine, un premio di produzione è un aumento dovuto al raggiungimento di determinati obiettivi lavorativi all’interno della propria azienda.
  • Straordinari: come avevamo anticipato, si tratta dell’aumento dello stipendio che spetta a coloro che lavorano per un numero di ore che sfora il loro normale orario di lavoro.

Le trattenute sullo stipendio lordo

Passiamo adesso a quali sono tutte le somme trattenute sullo stipendio lordo e che vanno ad incidere fortemente sul calcolo dello stipendio netto.

Queste somme fanno riferimento a:

  • trattenute IRPEF;
  • bonus Renzi;
  • i contributi INPS;
  • detrazioni dal lavoro dipendenti;
  • addizionali regionali;
  • addizionali comunali;
  • detrazioni per carichi di famiglia;

I calcoli da fare per ottenere lo stipendio netto

Adesso arriviamo al fulcro della situazione. Come si calcola lo stipendio netto? Le forme di calcolo che portano alla determinazione dello stipendio netto mensile, partendo dallo stipendio lordo, procedono per diversi step.

  • Il reddito imponibile viene calcolato tramite la retribuzione lorda (ossia lo stipendio lordo) alla quale vengono sottratti i contributi dell’INPS a carico dipendente. L’aliquota contributiva a carico del lavoratore è pari a 9,19%  calcolabile sullo stipendio lordo, l’aliquota a carico del datore di lavoro (che non è deducibile in quanto non viene specificata nella busta paga) invece può variare in base al settore lavorativo di appartenenza ed è stabilito dall’INPS. A questo proposito, per alcune categorie di dipendenti come i dirigenti, gli apprendisti, i giornalisti o coloro che lavorano nel settore dello spettacolo o agricolo sono previste aliquote differenti.
  • Le detrazioni invece vengono calcolate dalle detrazioni di lavoro dipendente alle quali vengono sommate le detrazioni per carichi di famiglia. Tali detrazioni riducono l’imposta Irpef e sono dovute ai redditi dovuti al rapporto di lavoro dipendente (anche il lavoro a domicilio) e quelli che vengono assimilati, ad esempio dalle quote percepite da soci di aziende cooperative o titolari di contratti di lavoro interinale, quindi compensi che vengono ottenuti in base a rapporti di cooperazione continuativa, anche nei contratti a progetto;
  • L’imposta lorda: in questo caso l’imposta lorda è data dall’IRPEF + addizionale dell’IRPEF comunale + addizionale dell’IRPEF comunale; le addizionali comunali  (che non possono superare lo 0.8%) variano in base al comune dove il contribuente ha il proprio domicilio fiscale, mentre l’addizionale regionale è varia dallo 0.9% all’1.4% dell’aliquota ed è imposta su tutto il territorio nazionale.
  • L’imposta netta: ci avviciniamo così al calcolo dello stipendio netto vero e proprio. L’imposta netta viene calcolata dall’imposta lorda e a questa vengono sottratte le varie detrazioni.
  • Retribuzione netta: la retribuzione netta è il nostro stipendio netto. Lo stipendio netto si calcola dal reddito imponibile al quale viene sottratta l’imposta netta. Ecco il nostro stipendio netto! A questa somma poi si può aggiungere eventualmente il bonus Renzi.

Il bonus Renzi: a chi spetta?

Il bonus Renzi di 80€ fa riferimento ad un credito dell’IRPEF che il nostro datore di lavoro può o meno riconoscerci in base al nostro reddito annuo complessivo (che nel 2018 non deve superare 26.600€). Le condizioni perché si possa accedere al Bonus Renzi sono:

  • reddito annuale fino a 24.600€: sono 80€ mensili che, all’anno, ammontano a 960€.
  • reddito fino a 26.600€: in questo caso il bonus Renzi è da calcolare tramite il rapporto tra i 26.600€ al quale possiamo sottrarre il nostro reddito complessivo moltiplicato per 960€ ed euro 2000.
  • se il reddito annuale è inferiore a 8174€ e superiore a 26.600€ il bonus Renzi non è previsto.
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