Google bloccherà la pubblicità con Chrome

Google vuole bloccare gli annunci “fastidiosi” nel suo browser Chrome come parte di uno sforzo tra i maggiori giganti del web che include Google, Facebook, News Corp e il Washington Post per filtrare alcuni contenuti ritenuti offensivi o fastidiosi.

Crediamo che la pubblicità online deve essere migliore. È per questo che abbiamo aderito al ‘Coalition for better ads’, un gruppo dedicato al miglioramento della pubblicità online“, è quanto dichiarato da Sridhar Ramaswamy, vice presidente Ads & Commerce presso Google.

Google lavora su Chrome per bloccare gli annunci che non rispettano gli standard di questa coalizione “dall’inizio del 2018“.

Migliorare la navigazione

Questa nuova politica di Google può incidere sui propri ricavi, ma l’obiettivo è quello di migliorare la navigazione per gli utenti di Chrome e scoraggiare l’uso degli ad blocker, in cui l’impatto è ancora più grave per aziende che guadagnano principalmente con le pubblicità.



Sridhar Ramaswamy nota che “le pubblicità fastidiose e invadenti, come ad esempio ‘video con musica che parte bruscamente a volume alto o creatività che obbligano a 10 secondi di fruizione prima di poterle chiudere e accedere ai contenuti della pagina’.. Alla fine,  dice ciò ha conseguenze negative per la grande maggioranza dei creatori di contenuto su Internet che si finanziano grazie alla pubblicità. Voglio che gli annunci sui loro siti siano convincenti, utile e attraenti, in modo che la gente vuole vederli e interagire.”

Google è uno dei membri fondatori della “Coalition for better ads” lanciato lo scorso anno, con l’obiettivo di preservare l’economia della pubblicità online, eliminando i contenuti che molti trovano fastidioso.

Quali sono gli annunci fastidiosi e invadenti:

    • Pop-up a bandiera;
    • auto-play con musica;
    • annunci che appaiono su più del 30% dello schermo;
    • annunci animati lampeggianti;
    • annunci con il conto alla rovescia che costringono l’utente ad attendere il conto alla rovescia per accedere al contenuto della pagina di riferimento;
    • annunci inamovibili che rimangono bloccati su una parte dello schermo, a prescindere degli sforzi dell’utente di spostare

Secondo la società di ricerca eMarketer circa il 27,5 per cento degli utenti internet americani useranno quest’anno dei tool per il blocco della pubblicità.

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